Chi Siamo

Per Proust il “cibo del conforto” erano le “madeleines intinte nel tè”: le cita nella sua più grande opera, “Alla ricerca del tempo perduto”, come simbolo del legame tra se stesso e la sua anima. Ma l’esistenza di una inscindibile relazione tra alimentazione e umore è ancora più antica, ed è già presente negli insegnamenti di Ippocrate e nella scuola medica salernitana.

convivioIl nostro vuol essere un percorso alla riscoperta dello star bene attraverso il buon cibo, la convivialità e la socializzazione.

Recenti ricerche scientifiche dimostrano in maniera inconfutabile il nesso tra il piacere nell’alimentazione ed il benessere psicofisico.

La serotonina ad esempio, che è una sostanza naturale essenziale, è uno dei più forti modulatori corporei di umore, appetito, sonno e percezione della sofferenza, ed ha un potente effetto sul cervello: fluttuazioni della sua disponibilità possono causare depressione, ansia, frenesia alimentare, insonnia, mal di testa e altri problemi comuni della vita di tutti i giorni. Il sistema serotinonergico è coinvolto anche nel controllo del comportamento sessuale e delle relazioni sociali.

Esempi di cibi contenenti triptofano, che agisce sulla produzione della serotonina, sono: frutta secca (noci, mandorle, nocciole), frutta fresca (mango, datteri, banane), legumi (fagioli, lenticchie, ceci), alimenti proteici (manzo, maiale, tacchino, pollo, pesce), cacao, etc.

Tutti alimenti irrinunciabili per la cura del nostro benessere.

pastaOltre alle caratteristiche “chimiche” del cibo, bisogna porre grande attenzione anche alla sua qualità. Da qui nasce l’interesse non solo per una alimentazione cosiddetta biologica, cioè composta da prodotti derivati dalla coltivazione praticata senza far uso di pesticidi e additivi, o da allevamento di animali allo stato brado, quindi non intensivo e stabulario. Ma anche per il recupero di antiche tradizioni, come ad esempio la coltivazione di certe qualità di grano, che erano praticamente scomparse dai nostri campi, e le cui caratteristiche nutritive sono assai più elevate di ciò siamo abituati a consumare tutti i giorni: ad esempio grani autoctoni del Cilento, come la Ianculidda, la Risciola, la Rossulidda e la Trimunia, il cui recupero è legato ad un progetto di alfabetizzazione ed innovazione rurale sul territorio campano.

Mangiare è anche un fatto culturale. Le abitudini alimentari riflettono e sono condizionate dagli stili di vita individuali e dalle forme di relazione tra le persone. Quindi oltre alle caratteristiche proprie dei cibi, per un’alimentazione del benessere resta imprescindibile anche il recupero di momenti di socializzazione, di quella convivialità che da sempre fa parte della tradizione italica. Condividere le proprie idee, l’esperienza di vita, la propria conoscenza, alimentare e non, con persone diverse sedute intorno ad una tavola imbandita è un “tempo” che dobbiamo a noi stessi, che va recuperato per nutrire ed alimentare allo stesso tempo il corpo e la nostra la mente.

chefsIl nostro vuol quindi essere un viaggio di piacere, di conoscenza e di crescita culturale attraverso varie tappe: dalla presa di coscienza di cosa è bene mangiare, di come nutrirsi ed alimentarsi correttamente, alla scoperta di nuovi luoghi, di nuovi piatti, di cibi e bevande dimenticati o introvabili, di persone che condividono le nostre passioni ed interessi.

Un percorso di benessere fisico, psichico e sociale, attraverso il piacere del cibo.


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